Ucciso a mani nude dagli zingari
Zingari protagonisti anche la scorsa notte. Un gruppo contro uno solo.
Emanuele Fadani, commerciante in videogiochi, era insieme al fratello per preparare un viaggio di lavoro a Imola, che avrebbe dovuto svolgersi ieri. Poi una birra in un pub, dove ci sarebbe stato il primo contatto con il gruppo di zingari, in una via centrale di Alba Adriatica. L'aggressione per futili motivi qualche minuto più tardi all'esterno. Calci. E poi pugni e ancora calci quando Emanuele Fadani era a terra, inerme.
Alcuni passanti hanno chiesto prontamente l’intervento del 118 quando hanno visto il corpo commerciante a terra esanime e in una pozza di sangue, mentre i tre si sono dileguati. I soccorsi sono stati purtroppo inutili: è morto durante il trasporto verso l’ospedale di Sant’Omero per un gravissimo trauma cranico. È morto così, per i colpi ricevuti, a pochi passi dal suo negozio. Un nuovo omicidio fatto a mani nude, ancora una volta per futili motivi. Un film già visto poche settimane fa sempre nel Teramano: lo scorso 9 agosto, a Martinsicuro, un cameriere di 23 anni, Antonio De Meo, fu ucciso da tre zingari durante una rissa.
Le ricerche, scattate immediatamente dopo il fatto da parte dei militari, hanno permesso di identificare i tre giovani Rom: sono due cugini, Elvis Levakovich e Danilo Levakovich, e il loro amico Sante Spinelli, tra i 20 e i 25 anni, i tre zingari indagati. Finora si sono presentati dai carabinieri di Alba Adriatica Spinelli e Levakovich, nei cui confronti è stata disposta la custodia in carcere a Teramo. Non c'è traccia, invece, di Elvis Levakovich, il quale avrebbe però fatto sapere, attraverso i propri legali, della volontà di presentarsi in caserma nelle prossime ore.












