Nuove proposte per la sicurezza stradale
Le sottoscritte Associazioni di auto tutela e promozione della salute esprimono preoccupazione rispetto al patrocinio che il Comune di Genova sembra incline a concedere all'Oktober Fest, che si organizzerà anche quest'anno a Genova.
L'invadenza dell'industria delle bevande alcoliche, soprattutto nei settori elettivamente dedicati ai giovani, è sempre più arrogante, con messaggi ambigui, o invitanti, o che suggeriscono presunti aspetti etici legati al bere (bere responsabile, bere ragionevole etc.).
Senza andare indietro negli anni, basta leggere quanto è stato detto alla recentissima Assemblea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Ginevra, 20 maggio 2010) in cui, durante l'approvazione della Prima Strategia Globale sull'Alcol, l'invadenza dell'industria è stata stigmatizzata da molti, per esempio, dall'Associazione Internazionale degli Studenti in Medicina (IFMSA), che ha parlato di "preoccupazione per la pubblicità manipolativa dell'industria delle bevande alcoliche" oppure dall'Alleanza Mondiale dei Professionisti della Salute (WHPA) che ha richiesto che "il ruolo degli operatori economici venga decisamente limitato, affinchè le politiche ed i programmi di prevenzione, a tutti i livelli, vengano sviluppati sulla base degli interessi di Salute Pubblica, evitando le influenze di carattere commerciale".
Un'Istituzione quindi non può preoccuparsi degli incidenti stradali (di cui quasi la metà è dovuta al bere) e contemporaneamente sostenere una festa della birra.
La Sindaco di Genova ha dichiarato pubblicamente di aver aderito alla Carta Europea sull'Alcol, e quindi ci aspettiamo che si attenga ai suoi 5 principi etici ed alle sue 10 strategie, non avrà in tal modo alcun dubbio in queste situazioni di apparente conflitto.
Proponiamo anzi che la Sindaco patrocini un evento che vorremmo organizzare a Genova entro l’anno, per celebrare il quindicennale della Carta Europea sull’Alcol.
Proponiamo anche che il Comune di Genova sposi la campagna lanciata dal Comune di Rovereto, poi condivisa da molti altri comuni, di non sponsorizzare più feste legate alle bevande alcoliche, ma bensì di sponsorizzare solo feste legate a stili di vita sani.
Siamo fiduciosi che in quest'occasione, e in ogni altra occasione futura, il Comune di Genova dedichi più attenzione agli interessi di Salute Pubblica che non agli interessi commerciali di determinate categorie.
Cordialmente
Aderiscono:
A.Ge Genova Genitori (la presidente Sabina Cattivelli)
Fondazione Lighthouse Genova 12 (LHG12) il presidente Paolo Martinelli
Associazione Mondiale dei Club degli Alcolisti in Trattamento (WACAT) il presidente Ennio Palmesino
Associazione dei Club degli Alcolisti in Trattamento (ARCAT) della Liguria (il presidente Gabriele Sorrenti)
Società Italiana di Alcologia (SIA), sezione Ligure (il presidente Gianni Testino)
Genitori Insieme (il presidente Alessandro Viotti)
Rete Alcologica metropolitana ASL3 Genovese (il Coordinatore Giorgio Schiappacasse)
Assoutenti (il presidente Furio Truzzi)
Commissione Dipendenze ed Alcol dell’Ordine dei Medici di Genova (Luigi Bottaro)
Associazione Pediatri Extraospedalieri della Liguria (APEL) il presidente Marcella Zera
Federazione Italiana Medici Pediatri della Provincia di Genova (FIMP) il segretario Giovanni Semproni
L'Associazione di promozione sociale Il Moltiplicatore (la presidente Marta Russo)
Cooperativa Sociale Minerva ONLUS, Genova/Nervi (la presidente Pia Caprini)
Aderiscono a titolo personale:
Massimo Alfieri, Assessore assetto territoriale, sviluppo economico e turistico, Municipio Genova Levante
Alberto Ferrando, pediatra di famiglia, presidente della Fed. Regionale degli Ordini dei Medici della Liguria
Genova, 8/7/2010
LA STAMPA
SICUREZZA STRADALE - COME CAMBIA IL CODICE
Tre infrazioni gravi, via la patenti
Novità entro fine mese: se saranno commesse in un anno bisognerà tornare alla scuola guida
RAFFAELLO MASCI
ROMA, 12/7/2010 - Se in un anno viene commessa per tre volte un’infrazione che comporti, ogni volta, la detrazione di 5 punti patente, non si potrà più ricorrere a corsi di recupero o a multe (già salatissime) per poterli recuperare: bisognerà ricominciare tutto da capo, scuola guida e esami compresi. La norma è contenuta nel nuovo codice della strada che martedì la Camera dovrebbe congedare e che il Senato dovrebbe poi votare definitivamente entro fine mese, secondo l’auspicio ripetuto ieri dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli.
L’idea che sovrintende il nuovo testo è quella di rendere le sanzioni più efficaci, non aumentando semplicemente multe e reprimende, quanto aumentando i controlli, in maniera che chi compie delle infrazioni abbia, se non la certezza, almeno l’alta probabilità di incappare in una pena adeguata.
«Ora - spiega il ministro - chi perde dei punti può facilmente recuperarli frequentando cinque lezioni teoriche di scuola guida. Ma noi non sappiamo se le frequenti effettivamente né, soprattutto, se ne abbia tratto profitto. Per questo il nuovo codice prevede un esamino finale, anche per il recupero di pochi punti. Crediamo che questo possa essere un deterrente forte».
Più controlli, in definitiva, e più verifiche. Fino a tre anni fa, per esempio, i carabinieri e la polizia facevano in media 200 mila controlli l’anno, ora questa cifra è stata innalzata a un milione e 600 mila, (*) dotando le forze dell’ordine di più strumenti sia tecnologici che economici. «L’obiettivo è quello di diminuire gli incidenti in generale - dice Matteoli - che oggi costano alla comunità 30 miliardi l’anno, praticamente una manovra, e ben 2 punti di Pil. Soprattutto vogliamo consolidare il trend di costante diminuzione degli incidenti mortali, che sono, tuttavia, ancora oltre 4 mila e settecento l’anno, un vero massacro».
L’attenzione è soprattutto suoi giovani e sui neopatentati che si sono dimostrati il segmento più problematico alla guida. Per i ragazzi che vogliono guidare le minicar - per esempio - i controlli saranno molto severi anche sul veicolo, al punto che se qualcuno (come accade) provasse a truccare il motore per imprimere maggiore velocità, incapperebbe in una sanzione da mille a 4 mila euro e ritiro del veicolo. Per gli automobilisti under 21, inoltre, è previsto il tasso alcolemico zero: chi guida non può neppure avvicinarsi all’alcol. Senza dire che per il rilascio della patente sarà necessario il «drug test» che dimostri l’assenza di stupefacenti nel sangue. (**) I neopatentati, inoltre, non potranno guidare auto di potenza superiore a 70 kW: in sostanza utilitarie sì, ma Suv e macchinoni mai.
«Ci saranno più multe, almeno all’inizio - ha detto il ministro -, questo è inevitabile, ma ogni euro aggiuntivo proveniente dalle sanzioni verrà reinvestito in sicurezza». Tra le iniziative campagne di educazione stradale nelle scuole.
(*) Nota: anche se non espresso chiaramente, quasi sicuramente si riferisce ai controlli con l’etilometro, non ai controlli complessivi.
(**) Nota: anche se la giovane età è un fattore di rischio, l’alcolemia zero andrebbe estesa a tutti. Nel 1985, quando venne introdotto il casco obbligatorio solo per i minorenni, ci si accorse ben presto che la maggior parte degli incidenti riguardavano i maggiorenni, per l’ovvia ragione che sono molti di più. Si arrivò all’altrettanto ovvia conclusione che il casco è utile a tutti. Il fatto che qualcuno rischi di più non significa che per gli altri il rischio non esista. Speriamo che accada la stessa cosa per la guida sotto effetto di alcolici. L’alcolemia zero per i neopatentati e per chi ha meno di 21 anni può aprire la strada al tasso zero per tutti.
ASCA












