Le Famiglie Allargate

“Non esiste un modo di essere e di vivere che sia migliore per tutti.la famiglia di oggi non è né più né meno perfetta da quella di una volta, è diversa perchè le circostanze sono diverse” E. Durkheim.

Le parole pronunciate dal sociologo Durkheim sono esplicative e capaci di far comprendere, ancora oggi, le trasformazioni che investono la famiglia contemporanea.
La relazione tra relazione e società indica un legame piuttosto stretto, perché variando il tipo di società variano anche le strutture e le funzioni della famiglia stessa.
In effetti, passando dal mondo contadino patriarcale alla società industriale, la famiglia si è trasformata da estesa ad economicamente autosufficiente, in nucleare o coniugale, inserita in un più vasto contesto socioeconomico e culturale.
Come tutte le relazioni anche quelle familiari si strutturano secondo un numero indefinito di variabili che sono tanto dell’ordine del mondo vitale che dell’ordine del sistema sociale, anzi, sono il prodotto delle loro interazioni reciproche.
L’Italia, ripeto alle tematiche familiari, si inserisce nello scenario europeo con tratti di somiglianza e di differenza, continuando a far esistere al suo interno, tradizione e mutamento.
Alcune tendenze, che ormai definiscono i comportamenti collettivi europei, si trovano non modificate: bassa natalità, riduzione della nuzialità, frammentazione della coppia¸ tipici del nostro paese, invece sono il radicalizzarsi di alcuni di questi comportamenti e la scarsa diffusione di altri (convivenze, nascite fuori dal matrimonio, seconde nozze).
Tuttavia, negli ultimi cinquant’anni è iniziato u processo di trasformazione della famiglia, nelle sue forme interne ed esterne, verso una sempre maggiore complessità, differenziazione e frammentazione.
Nonostante la maggiore fragilità, le incertezze ed i grandi timori, essa rimane comunque il sistema di reti di solidarietà sul quale le persone continuano ad investire e a costituire il proprio senso di identità ed appartenenza.
Dal punto di vista socio-demografico le indagini condotte hanno mostrato come complessivamente, l’Italia, rispetto a tutti i paesi occidentali sia quello con il più basso numero di figli per donna, ma in cui i giovani lasciano più tardi la famiglia d’origine, meno frequentemente convivono con una persona dell’altro sesso senza essere sposati e dopo le nozze più difficilmente divorziano.
In sostanza le recenti trasformazioni della famiglia sono documentate da alcuni fenomeni demografici che si possono riassumere nel modo seguente:
rinvio della nascita del primogenito, innalzamento dell’età medi delle madri alla nascita del primogenito, diffusa caduta delle nascite di ordine superiore a due, oltre all’evidente crisi della nuzialità.
L’indagine ISTAT multiscopo del 1998 fornisce una panoramica dei tipi di famiglia, confermando gli andamenti già rilevati dalle precedenti indagini e, in particolare: l’aumento delle famiglie unipersonali, composte quasi esclusivamente da persone sole o con altri membri non legati da vincoli di parentela, che costituisce la forma familiare con maggiore incremento; l’aumento delle coppie senza figli, la diminuzione delle famiglie nucleari in senso proprio (coppia con figli), la diminuzione di famiglie allargate.
Il declino del matrimonio, il calo delle nascite e la diffusione di una molteplicità di tipi di famiglie sono, dunque, realtà concrete difficilmente contestabili, che in misura maggiore o minore riguardano tutti i paesi industrializzati, compresa l’Italia.
Accanto a questi cambiamenti ne vanno però registrati altri che hanno portato all’emergere di ulteriori forme familiari, di cui recentemente si è registrato un aumento: le famiglie adottive, le coppie omosessuali, le famiglie immigrate e quelle miste.
Tra le forme familiari delineate, particolare rilievo assumono le famiglie composte da un solo genitore e almeno un figlio, dette anche famiglie mononucleari.
se in passato le famiglie mononucleari erano determinate dalla morte dei uno dei coniugi per esempio in tempi di guerra o di grandi epidemie, oggi, la presenza consistente di queste famiglie è determinata da scelte volontarie, generalmente riconducibile alla fragilità del legame di coppia.
Separazioni e divorzio, stanno alterando il quadro abbastanza lineare della struttura familiare italiana. La famiglia ricostruita, infatti, si presenta come un esempio atipico del vivere insieme, in cui gli usuali modi di fare, intendere e costruire una famiglia vengono meno.
Essa viene solitamente definita come costituita da due persone provenienti entrambe o una sola da un altro matrimonio che vivono insieme ai figli nati da questo precedente matrimonio e talvolta da quest’ultimo nella cui situazione le difficoltà maggiori difficoltà sono incertezza di confini e ruoli assunti.
Ulteriore manifestazione di cambiamento sociale sono le famiglie unipersonali, ovvero persone che scelgono di vivere da sole.
Vivere da soli però è una condizione che si ricollega a diverse fasi del ciclo di vita, per motivi differenti: i giovani sono soprattutto celibi o nubili, gli adulti separati o divorziati, gli anziani vedovi.
Per i primi si tratta di un ritardo dell’impegno nella vita adulta e nei legami familiari, per i secondi della difficoltà a ricostruire una seconda vita di coppia nella mezza età, per gli ultimi a causa della durata differente di vita tra uomini donne.
Merita attenzione anche lo sviluppo delle famiglie di fatto,o convivenza , che indica sostanzialmente una crisi del matrimonio ma non necessariamente una crisi della vita di coppia.
Le difficoltà a trovare lavoro, alto costo degli affitti, l’aumento della scolarizzazione insieme ai mutamenti legati agli stili di vita personali, ai rapporti e ai significati che legano gli individui alle istituzioni, ai mutamenti profondi della struttura di personalità.
La ricerca di un modo di vivere più autentico sembra essere la motivazione profonda che sta alla radice di questa rivoluzione dei comportamenti.
Vivere in questo contesto sociale significa tenere conto di questa realtà,comprenderla ed accettarla. Riuscire a pensare queste scelte di vita come possibili per noi stessi e i nostri cari significa soprattutto accettare dei cambiamenti che possono generare dei miglioramenti e delle alternative per avvicinarsi alla serenità.


  Dott.ssa: Lisa Reginelli



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