Parla il Ministro Giorgia Meloni

 

“CHI SI LASCIA TRASCINARE NON E' FIGO,  E’ UN PERDENTE”
Il ministro per le politiche giovanili Giorgia Meloni ha rilasciato, in occasione del lancio del romanzo Unhappy hour, un’intervista al Giornale.it.. La cultura dello sballo al centro dell’articolo, la Meloni racconta cause e possibili soluzioni, da ricercare soprattutto nell’ambiente educativo, dell’abuso di alcolici e stupefacenti come trend in inarrestabile ascesa tra i giovani.
27 maggio 2010 ore 2:26 pm
In questo viaggio del Giornale.it nel mondo giovanile in occasione del lancio del romanzo inchiesta Unhappy hour,Il ministro Giorgia Meloni, non fa sconti e si fa baluardo per la tolleranza zero all’abuso di stupefacenti e alcolici. “Penso che il problema di fondo sia la sottovalutazione dei rischi legati ai fenomeni degenerativi come l’uso di droghe e l’abuso di alcol, connessa all’idea che la trasgressione che porta all’eccesso sia un elemento di distinzione dagli altri, un modo per sentirsi migliori, più ‘fighi’, per spiccare dalla massa. Ad alimentare questa mentalità contribuisce sicuramente l’opera dannosissima di ‘cattivi maestri’ e modelli sbagliati che dal cinema, dalla televisione, dalla musica, bombardano incessantemente i giovani con messaggi fuorvianti … bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno, e cioè che la vera trasgressione sta nel non ‘farsi’, che chi si lascia trascinare è tutt’altro che un modello da imitare, ma un perdente. Questa è vera rivoluzione: mettere davanti a tutto l’autonomia del pensiero libero, che è sempre più forte di ogni condizionamento, di ogni catena, di ogni bavaglio.”
“La scuola, la famiglia, la società hanno colpe solo se, per indifferenza o disimpegno, abdicano al loro ruolo educativo nei confronti dei giovani, e rinunciano al creare quei modelli positivi e sani che da sempre rappresentano l’unica alternativa forte alla subcultura dello sballo. E’ proprio da loro, dalla famiglia prima di tutti, che devono arrivare messaggi forti e chiari ai giovani su ciò che è giusto e ciò che non lo è.”
“La scuola, la famiglia, la società – spiega il ministro – hanno colpe solo se, per indifferenza o disimpegno, abdicano al loro ruolo educativo nei confronti dei giovani”. Da qui l’impegno per una campagna per sensibilizzare i giovani e combattere un fenomeno – quello dello sballo – che sta distruggendo troppe vite.
 


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